Notte odorosa
lunedì, 23 luglio 2007, 22:41 - Autoproduzione
E già chiamarla notte è arroganza pura che sono neanche le undici. Al supermercato ho comprato latticini in quantità smodata, dalla mozzarella al formaggio fresco e di seguito poi un pecorino ed un altro stagionato non meno salato.
Trascinare borse e borse dentro un angusto ascensore presto odoroso di me. Davvero non avere voglia di cucinare niente fino a notte. E' un balzo nel passato.
Di un paio di mesi. Del tempo necessario a tramutare la tranquilla esistenza in un baccanale di aperitivi e fegati spanati e alcool davvero in quantità eccessive.
Ti sembra di stare bene, ma io dico che hai solo dimenticato tutto.
E adesso aspetto. Una notte odorosa.




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Bovarismo pensionistico
martedì, 13 marzo 2007, 20:42 - Autoproduzione
Bovarismo
Atteggiamento psicologico che conduce a identificarsi con personaggi fittizi, creati dalla letteratura, spesso eccessivamente banali e semplificatori, e che porta di conseguenza a una falsa e fuorviante coscienza di sé e della realtà. Il processo psicologico trae nome dal personaggio di Emma Bovary, protagonista dell'omonimo romanzo di Gustave Flaubert, che, insoddisfatta dalla vita di provincia, costruisce un'immagine romanzesca di sé e un mondo irreale che finiranno per infrangersi tragicamente contro la realtà e spingerla al suicidio.
Questo era per dirimere fin da subito eventuali questioni sul significato del termine. Io dico che questo mondo è popolato da occidentali afflitti da bovarismo pensionistico. Lo dico mica per illazione, lo dico con coscienza, con prove, con osservazioni sul campo. Mi sono usato come cavia, e poi anche un po' a voi vi ho usato. Del resto qui ci usiamo sempre tutti, ci usuriamo, ma questa è un'altra storia.
Restiamo in campo bovaristico. Già, perchè bovarismo pensionistico? Detto bovarista colui che vive in un mondo fittizio, creato dalla sua immaginazione allora il bovarista pensionistico è colui che vive sempre in un mondo che è la proiezioni futura della sua realtà.
Ovvero il bove della pensione non vive mai l'attimo fuggente, non percepisce mai la sensazione del presente, ma piuttosto è continuamente proiettato verso un futuro che arriverà, che è gravido di aspettative e oberato di progetti.
Ma pensateci: vai al liceo così poi puoi andara all'università così poi puoi andare a lavorare ma devi fare la gavetta così poi puoi andare ad occupare un posto migliore così poi puoi andare in vacanza così poi puoi comprare una bella casa con due cani tre figli e sei nipoti e goderti la pensione.
Bovarista della pensione.
La notte dell'ukulele
martedì, 18 aprile 2006, 22:02 - Autoproduzione
categoria: autoproduzione. Perchè non sfugga, che è giusto vi chiediate perchè qui. Autoproduzione del divertimento. Voglio autoprodurmi il divertimento, in una sorta da caparezzaggine, di uscita dal tunnel; non che sia mai stato un grade consumatore dei divertimenti preconfezionati, anzi qui si usa fare l'indifferenza ai divertimentifici. Ma si pecca del solito morbo d'argon, si pensa tanto, a manetta, ma poi c'è poco fluoro e la manetta è più una sega mentale che un modo d'andare. Allora oltre a fare l'architetto della comune in happy mais qui si gradirebbe del vino rosso, dei gran giri in moto, una pablata di gitanti verso il mare anche solo per poche ore, una notte di falò su una certa spiaggia della liguria, andare a trovare la lucia. Non è che qualcuno legge il post e ci invita per un maialino grigliato? Noi poi si ricambia.
Cornetti alla crema....
mercoledì, 29 marzo 2006, 15:44 - Autoproduzione
Dosi per 12 cornetti:
125 gr di burro
latte q.b.
un uovo di media grandezza (55 gr.)
270 gr. di farina
60 gr. di zucchero
15 gr. di lievito
un pizzico di sale
Preparazione:
Prima di tutto dobbiamo preparare l'impasto per il panetto di lievito iniziale. Diciamo che iniziamo la preparazione verso le 22 di sera.
Impastiamo quindi in una ciotola 75 gr di farina con il lievito di birra sciolto in poca acqua e, se occorre, un altro goccio di acqua per ottenere un impasto morbido ma non troppo; mettiamolo a levitare in un luogo tiepido per un oretta, coperto da un panno. Mettiamo 25 gr di burro fuori dal frigo per farlo arrivare a temperatura ambiente ed iniziamo l'impasto vero e proprio. Disponiamo sulla spianatoia 175 gr di farina e mettiamo al centro della fontana lo zucchero, un pizzico di sale, l'uovo ed iniziamo a impastare aggiungendo solo il latte che occorre per ottenere un impasto morbido ma non troppo molle; a questo punto aggiungiamo il burro a pezzetti ed amalgamiamolo con l'impasto; adesso, sempre se è trascorsa un ora, aggiungiamo il panetto lievitato ed amalgamiamolo ben bene all'impasto, ma molto bene mi raccomando! Ora dobbiamo impastare, sbattere e lavorare, non troppo a lungo, ma abbastanza da rendere la pasta liscia ed elastica. Mettiamola a lievitare in un luogo lontano da correnti d'aria per tutta la notte e cioè circa sei ore. Beh ora possiamo andarcene a letto. Domani aggiungeremo il resto del burro. Ed ecco che è domenica mattina e continuiamo a preparare i cornetti. Tiriamo fuori dal frigo 100 gr di burro e lasciamolo leggermente ammorbidire, ma quel tanto che basta per essere manipolato; aggiungiamo al burro 20 gr di farina ed impastiamo velocemente; dobbiamo ottenere un panetto rettangolare e schiacciato che metteremo 10 o 15 minuti nel frigo: quel tanto che basta per evitare che si sciolga nelle nostre mani. Prendiamo ora l'impasto lievitato: è diventato il doppio di ier sera! Maneggiamolo e stendiamolo molto spesso: dobbiamo stenderla a disco quel tanto che basta per avvolgere il panetto di burro che tireremo fuori dal frigo. Infatti una volta stesa la pasta a disco, mettiamo il panetto di burro nel mezzo della pasta e chiudiamola a libro in modo da imprigionare il panetto di burro, poi con il matterello schiacciamola un po' affinché inizi ad assorbire il burro; stendiamola di nuovo, pieghiamo per 15 minuti. Vi sarete accorti che stiamo facendo lo stesso procedimento per preparare la pasta sfoglia, ossia stiamo "dando i giri" alla pasta. Passati i 15 minuti diamo altri due giri, cioè stendiamo la pasta a disco, la ripieghiamo a libro poi stendiamola di niuovo e la ripieghiamo a libro e poi la rimettiamo in frigo per altri 15 minuti. Stendiamola definitivamente, stavolta a rettangolo, e un po' più sottile, diciamo un centimetro. Ora tagliamo dei triangoli isosceli (con i due lati uguali più lunghi della base); arrotoliamoli partendo dal lato più corto poi curviamoli a mezzaluna e disponiamoli su una teglia imburrata ed infarinata. Copriamoli con un tovagliolo e lasciamoli lievitare di nuovo in un posto caldo (ci vorranno altre 3 o 4 ore) fino a che diventino belli gonfi. Una volta che i croissant sono lievitati di nuovo spennelliamoli con rosso d'uovo (delicatamente!), spolveriamoli con zucchero in polvere oppure pennelliamoli (ripeto delicatamente se no' si sgonfiano...) con glassa allo zucchero (o cioè una crema con zucchero a velo ed acqua) ed inforniamoli a forno gia' caldo a 220 gradi per pochi minuti, e cioè sino a quando iniziano a colorirsi. Debbo dire che qui' ha molta importanza il tipo di forno che si adopera, che deve scaldarsi uniformemente e deve dire "la verita'" e cioè quando sulla manopola c'è scritto 220, devono essere realmente 220!
Se le varie lievitazioni, i vari momenti dell'impasti, le dosi e l'attenzione dei vari passaggi di questa difficilissima ricetta erano tutti ok, dovremmo sfornare dei buonissimi cornetti da farcire, quando saranno tiepidi, con marmellata o crema o altro...
Ricettario
martedì, 21 marzo 2006, 14:40 - Autoproduzione
Pensieri "cucinosi"...
Scarica qui la presentazione di Silvia





