The Nano's journey from Bombay to Milan
giovedì, 24 gennaio 2008, 09:05 - Pablo

Dear Mr. Debasis Ray,
I'm writing in regards of the presentation of the new Tata Nano and
an idea associated arisen watching this amazing car. I'm italian and
Vespa Piaggio has been a revolution in my country, Tata Nano is
someway similar, it's going to bring India on four wheels.
A man has represented Vespa Piaggio all over the world, his name is
Giorgio Bettinelli, he's driven his Vespa all around the world, his
first journey from Milan to Saigon is remembered in a best seller
book, and most important his Vespa is remembered in that book. I'd
really love to discuss the opportunity to make a similar journey, from
Bombay to Milan using a Tata Nano. I know your company in association
with the italian Fiat is going to sell Tata Nano in Italy too. I think
that a journey of that length would be perfect to demonstrate the
toughness and high quality of your vehicle. I'm proposing myself and a
friend to drive one of your car from Bombay to Milan, writing about
this experience and making Tata Nano famous as the people's car which
can survive a 20000kms journey and bring two persons from India to
Italy.
I'm looking forward to hear from you, please don't hesitate to
contact me for any question.

Thank you for your time,
best regards

Andrea Bongo

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La risposta:
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Dear Mr. Bongo,

Thank you for your mail.

The Nano will be launched only in India, and will be marketed in the
country for the next couple of years.

Kind regards

Debasis Ray
Head - Corporate Communications
Tata Motors Limited
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stai sereno
giovedì, 5 luglio 2007, 22:08 - Pablo
io sto sereno, ma sono cavoli miei.


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la leggenda di noi stessi
giovedì, 26 aprile 2007, 21:24 - Pablo
Oggi ho scoperto un posto dove sopravvive la leggenda di me.
E' un po' sborone ne convengo, ma se ci pensate credo ognuno di noi abbia dei luoghi popolati dalla leggenda di se.

Questo posto sono gli inter-railer che organizzano i raduni e le grigliate pantagrueliche in riva al mare. Nel 2003 avevo scarrozzato col vecchio Pablo, il fido VW, un corposo equipaggio fino al raduno di Framura.

Avevo cucinato salsicce su una scala a pioli con sopra sei o sette griglie.

Avevo scritto con un pennarello indelebile sulla testa di Reuven. E avevo sorretto Skaglia mentre finiva una bottiglia di limoncello. Appena aperta.

Oggi ci torno, per dire, ciao, sono qui, sono un fottuto consulente consumato nello smog milanese che mi rende grigio e venduto come un marciapiede. Ma ditemi, voi dove andreste per ricordarvi un po' quel formicolio allo stomaco.

E mi trovo della gente che dice: ma, io non ti ho mai conosciuto, ma ho sempre sentito parlare di te. probabilmente sarò diventato alto due metri, con un furgone che va a maria e un tasto speciale che gli escono le ruote ferrate per andare sui binari...

Ma va bene così...

Le leggende ci sopravvivono, ci superano, forse ci dicono anche cosa saremmo potuti essere... Tante leggende, tante vite, tante strade.
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Transitori
mercoledì, 13 dicembre 2006, 18:19 - Pablo
Ovvero come s-formarsi senza licenziarsi.
Già, perchè la Vespa e la bicicletta monocambio sono virtuosamente lente. E disturbantemente continue. Il viaggio epico è persistente in questo senso, richiede dedizione ed impegno in una singola grande quantità di tempo e denaro. Ciò fa parte del gioco, ed a me piace molto, tuttavia ragioni di ordine pratico ci spingono a meditare vie alternative, che permettano un vissuto discontinuo ed un impegno rateale. Proprio le due cagate di questo mondo del consumismo cazzuto. Possibile che sia fottuto al punto da reingegnerizzare il mio sogno in funzione di un modello di consumo che aborro?

Supponiamo per assurdo che mi sia spanato il cervello.

Se mi fossi spanato il cervello e volessi pensare tutto in funzione di:
*visione barbara della vita fatta di surfing di tutte le esperienze possibili
*fiducia totale nel sistema della schiavità rateale
allora direi che il viaggio epico potrebbe essere vissuto anche come collage di transitori, di piccole esperienze ritagliate alla quotidianità ed inscritte in pochi giorni vissuti volta per volta.
Volo low cost, couch surfing, lonely wandering.
Ripetere ad libitum l'esperienza barbarica ed autocontenuta, fondamentalmente edonistica.
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Persistenze
sabato, 9 dicembre 2006, 23:14 - Pablo
Per quelli che non sanno cosa sia un viaggio epico come lo intendiamo noi proviamo a darne una breve descrizione. Il viaggio epico deve prevedere difficoltà epiche, non è mica una vacanza. Devi soffrire e prendere un sacco di legnate per poi uscirne vincitore. Un po' come Rocky che all'inizio lo saccagnano di botte ed alla fine morde un orecchio, tira una testata e sconfigge il comunista. E' un viaggio di s-formazione. Potrebbe essere di formazione, ma se ne uscirai veramente formato il mondo penserà che ne sei uscito sformato. Sformato dalla formina in cui il cuoco Mondo-Società ti aveva messo a cuocere. Io la vedo un po' come un elegante modo di rovinare il soufflè ingegneristico della mia esistenza, per rivendermi poi come ottimo budino. Se essere budino è per me meglio che essere soufflè, è un mio diritto esserlo. L'impervio viaggio epico deve svolgersi con un mezzo epico in terre epiche. Quindi possibilmente in Vespa, perchè suscita immensa simpatia in tutti i popoli una Vespa evidentemente vecchissima e con notevoli problemi artritici. Perchè va sempre. Perchè se si rompe la so aggiustare quasi sempre. Perchè se non la so aggiustare abbiamo un rapporto di amicizia così profondo che io so che se potesse parlare mi direbbe di andare avanti da solo. Io le farei una foto prima di lasciarla e sarebbe il degno coronamento del nostro intimo stare insieme, del prenderci cura l'uno dell'altra. Per quanto riguarda i popoli epici io dicevo sempre il giro del mediterraneo. Fa tanto “così vicino, così lontano”. La distanza geografica è tanto piccola, il mare nostrum è qui attaccato. Il periplo del mediterraneo, qualche migliaio di chilometri tra europa ed africa. Un abisso culturale che intimorisce, ma ti rende anche speranzoso di trovare un'accoglienza diversa da quella che sai troveresti ad Agrate o Sesto San Giovanni. Insomma uno ci spera. L'idea è caricare lo zaino dietro, l'ukulele davanti e partire. Fare un viaggio di s-formazione e tornare consapevole di ciò che stai facendo. Abbastanza insensato. Me ne rendo conto.

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Qui si lippa a manetta
venerdì, 14 luglio 2006, 22:16 - Pablo
Qui si lippa a manetta, tra 7 ore si parte per nizza, cambia la compagnia ma non il chilometraggio, un'altro weekend che se la viaggia sui 1000. Mi piace il ritmo consulenziale post roto-atomico che si impone nel viaggiare a lippa manetta nel fine settimana, e anche questi viaggi milanesi infrasettimanali mi sono volati. Anche per la gran varietà di mezzi impiegati, avendo messo in campo ogni possibilità della casa: dal treno alla moto fino ad un venerdì di svenamento tramite viaggio a bordo di pablo. e si che più tutti se ne vanno in vacanza più il mezzo di trasporto individuale diventa vantaggioso per il consulente pendolare. Ok, con i primi 5 stipendi mi compro una moto da mettere ai 220 in corsia di emergenza e arrivare al lavoro in 30 minuti. WTF. se ci arrivo.
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Capo Nord?
martedì, 20 giugno 2006, 21:47 - Pablo
Io ho un plico di cartine, appunti, depliant ed in generale progetti -finanche fogli excel con proiezioni di spesa- per andare a capo nord. Sono proprio fortunato, mi sembra di esserci già stato e mi è passata la voglia, a dire il vero anche perchè ho scoperto che non è più quella meta esotica di un tempo. Adesso è un grosso parcheggio per camper italiani. Ok, fa un po' volpe ed uva. Comunque volevo solo dire che se dal basso del mio stagismo privo del benchè minimo diritto riesco ad agguantare un paio di settimane di ferie io andrei verso nord. Non così tanto, però un pochetto... Tipo qualche fiordo norvegese non mi dispiacerebbe. Mi piacerebbe farlo alla zingara, pablando e confidando nel furgone pure per dormirci, ma chissà... Qui il tempo in ogni caso stringe e per ora c'è solo un furgone per niente camperato! Ah bhe, ho le tendine con le grinze, se si dice così. Oltretutte tendine color surfista direi, perchè sono un po' tramonto sull'oceano.

Ma prima che vado a conficcare le ruote in qualche fiordo esiste un qualche pistola che viene con me al rototom?
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freddo
giovedì, 1 giugno 2006, 21:22 - Pablo
ci promettono freddo, e noi andiamo lo stesso. tanto andiamo al mare. abbiamo deciso oggi quindi tutti in tenda, che i b&b rispondono scortesi di non avere posto, con il tono di chi ha già fatto i propri affari. Ok, ho due trattorie del gambero rozzo da visitare. Tutte e due nella zona di rapallo, quindi ci si accampa li e si fa questo giro gastronomico. Se il tempo è clemente nella discesa verso il mare ci fermiamo a varzi. Ricordo un agriturismo spettacolare vicino alle acciaierie dell'ex Ilva ora Riva. Poi si fa il passo del penice, dove sono sicuro mi mancheranno altri cavalli, e ci si butta nella val trebbia, un canyon di curve a S per supermotard. Abbiamo la tenda fissata al portapacchi e le mappe in trasparenza sulla borsa da serbatoio. Siamo animali da strada. Domani quando infilerò i guanti da Chuck Norris mi sa che urlerò anche: "Per il potere di greyskull!"
-bongo


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