Giorno dopo giorno
domenica, 6 luglio 2008, 14:00 - Milano




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Stoicamente tuo
mercoledì, 6 giugno 2007, 00:50 - Milano
Autistico come un cane di legno dal carattere anale.
Bevuto molto vino. Guidato di notte per tornare a MI. Ascoltato musica vecchia. Nel senso di acquisita molto tempo fa. Passato del tempo a motore spento. Sciopero dei benzinai. Rischiato di rimanere a piedi. Arrivato.
parcheggiato.
Funzionale a me stesso? No.
E noi che ci possiamo fare?
martedì, 27 marzo 2007, 21:42 - Milano
Il tornado ti schianta la casa? Non ci sono più le mezze stagioni? Al contadino non far sapere...
Finche avremo i nostri abiti firmati ed una birra fresca andrà tutto bene.
Ah, come amo l'edonista che c'è in me; sono un po' indeciso tra il fare il cinico oppure l'edonista. Se mi si garantisse ro donne come nel video non avrei dubbi.
Voi che fate? Edonista? Cinico? Romantico che si strugge e scrive cagate?
Il comico
martedì, 27 marzo 2007, 21:10 - Milano
Watchmen di Alan Moore e Dave Gibson.
Da usarsi come chiave di ricerca per il nostro google, insieme ad il nome del personaggio, ovvero il comico.
ma è deludente, potete farlo per cultura personale, ma non mi pare che si colga il nocciolo della questione. L'unica frase che rivela l'essenza di tutto il personaggio. Vabbè, dal mio punto di vista, non è che voglio fare l'esegesi del comico, solo dire come è parso a me.
Pigri. Nemmeno google.
Ve lo dico io. In due parole. Il comico è un supereroe stile capitan america che mette incinta una vietnamita tra una lanciafiammata ed un lancio di granata. Lei gli dice: "Questo figlio è tuo!"
Lui: "Chissenefrega!"
Lei: "Ti sfregio! Così ti ricorderai di me!"
Lui: "Che male! Però adesso ti ammazzo!"
E' abietto. Cattivo. Amorale. Completamente lucido ed efficiente.
Però non è tutto questo. Rorschach è un altro vigilante. Completamente fuso. Vive nella merda e senza maschera è niente. Con la maschera è niente. E' una macchia di Rorschach in cui tutti fanno il test prima di morire. Il comico da cadavere fa il test nella sua maschera. Visto che è morto l'esito lo pronuncia Rorschach.
Il comico è l'unico che capisce. Lui ha capito ed è completamente lucido. Dato che gli è toccato di capire gli orrori del Vietnam è talmente lucido da lanciafiammare la gente raccontando barzellette. Dato che l'hanno sfregiato può solo ridere.
Ma il comico se non avesse dovuto capire così tante cose sarebbe Il Buono.
E' un buon giorno per morire. Direbbe il capo indiano.
Che giorno del cazzo per vivere, ah ah ah. Il comico.
Il comico mi piace un sacco.
La propulsione muscolare
martedì, 20 marzo 2007, 21:56 - Milano
Elle dixit
Stasera avrei dovuto essere al cinema. L'avrei raggiunto per mezzo della propulsione muscolare. Più o meno funziona così: avete una bicicletta vecchia, apparteneva al nonno, se ha i freni a bacchetta e la canna bassa, da donna, allora è proprio come la mia. Se vivete al settimo piano allora uscite e fate ciao con la mano, siamo alla stessa altezza. Sapete bene che fatica è fare i tornanti di scale con la bici in spalla. La bicicletta è lunga e sporge e se non state attenti sbatacchia contro i muri. Ma se siete come me ormai ci avete fatto l'abitudine. Lo sapevate che a milano le luci per la bici non vanno per niente di moda? Incontrate due tipi di ciclisti: il superaccessoriato ed il kamikaze. Il superaccessoriato monta luci anche sul caschetto e ha delle palette che fuoriescono dai lati come frecce ad ogni svolta. Il kamikaze non ha nemmeno un lumino ad indicarne la posizione, la sella troppo bassa e il freno dietro che un giorno aggiusterà. Se anche voi siete dei kamikaze fate almeno come me: mettete una lucina piccola dietro.
A me piace pedalare a milano. Certo è un rischio. Ci sono i SUV. Ci sono i tassisti. Ci sono i binari del tram. Ci sono un sacco di COSE a milano. Però quando vai in bici alle volte incontri le persone. La mia preferita è la prostituta della rotonda dietro casa, mi saluta sempre. Quando arrivo a casa troppo tardi e fatico a pedalare dritto mi incita anche. Ha una macchina rossa, si siede di fianco sul sedile del passeggero e tiene fuori le gambe lunghe, è anche bella e semplice a guardarla. Ho avuto il dubbio sulla sua professione per un po' di tempo. Ma non credo sia una coincidenza l'incontrarla tutte le sere che torno tardi.
Le gare non le faccio. Ho la sella bassa e larga, il freno dietro che non va e quando pedalo percepisco la mia lentezza come un bene troppo superiore per poter inseguire una graziosa pedalata che si allontana.
La musica non la ascolto in bicicletta, altrimenti come farei a sentire la mia amica che mi saluta?
La bicicletta portatela sempre su al settimo piano. Non merita di arrugginire appesa ad un palo.
Ah, stasera faceva troppo freddo per andare al cinema in bicicletta; meglio stare a casa.
Apocalitticamente tuo
lunedì, 8 gennaio 2007, 22:48 - Milano
In diretta dalla carovana dei cow boys, il vostro inviato speciale nella terra di tutti e nessuno. Ambientazione apocalitto-catto-comunista. Mentre aspettavo il mio neo-coinquilino in ritardo cronico da ferrovie rugginose sono stato abbordato da un profeta dell’apocalisse. Egli mi ha fatto leggere alcuni brani del libro della rivelazione. Dove si diceva che Dio punirà l’uomo per avere devastato il creato, cosa che sappiamo essere abbastanza vera. Infatti il profetino mi parlava di riscaldamento globale, ma se lo incalzavo di domande, bhe mi consigliava di prepararmi alla fine. Io gli ho risposto che avrei comprato una stazione balneare sul mar baltico, che è un buon investimento tutto sommato. Tra qualche anno ci saranno le alghe da surriscaldamento come a rimini infatti. Mossa tutt’altro che savia, dato che per come parlava avrebbe anche potuto pugnalarmi alla schiena per la battuta. Ma si sa che io sono un contadino delle prealpi, cosa volete che ne sappia della psiche distorta dei milanesi inurbati?
Detto ciò, amici miei, sappiate che vi scrivo dalla mia cameretta romanza, con la finestra spalancata che mi pare di essere in primavera inoltrata, e a stento mi immagino le temperature estive di questa casa. Suppongo sarà una sauna continua. Però le pareti sono di un bel turchino, ho la mia lampada azzurro-verdina che mi dona quel colore vomitino che tanto piace nei momenti di intimità. Mi sento realizzato se sono bel colorato. La sorte mi ha accompagnato con una buona bottiglia di rosso, adorabile. C’è della buona musica. Si preannuncia una buona permanenza. Prossimi passi: acquistare la moleskine Milano per tracciare la discoperta della metropoli. Trasferire il biciclo con freni a bacchetta per velocizzare i movimenti sulle strade. In seguito la Vespa bicentenaria verrà anche lei da queste parti; e so che con la Poderosa nulla sarà più troppo lontano e la metropoli non potrà che capitolare.
Quando i cow-boys dormono
sabato, 16 dicembre 2006, 19:23 - Milano
C'è la carovana dei cow-boys che trotta tutto il giorno. C'è John Wayne che mastica un filo d'erba, ha sempre il sole in faccia, le rughe che sembrano la cartina del grande ovest. Al tramonto sul crinale della collina passano sempre due indiani, il profilo nero sullo sfondo fuoco. Visto che è il tramonto gli indiani sono sempre più a ovest di John. Comunque, c'è sempre una donna con la gonna che si stringe a John e fa GULP. A questo punto la carovana si mette in cerchio per difendersi dagli indiani.
Ieri sono stato a vedere un appartamento in vista del mio trasferimento nella metropoli. Diventerò un ingegnere inurbato e disturbato. Appartamento al settimo piano di un palazzo di dieci. Quindici palazzi uno uguale all'altro che si guardano in cerchio. In mezzo un piccolo parco ed una grossa caldaia. Una sola strada per entrare tra questi quindici grossi palazzi.
A me sembravano tante diligenze piene di cow-boys che si mettono in cerchio per difendersi dagli indiani notturni. La cosa divertente è che questa volta prima sono arrivati i cow-boys poi gli indiani. Milanesi doc si chiudono in cerchio per difendersi dai milanesi igt.
divertente.
a me è mancata l'aria (mica difficile a milano), ho fatto un lungo giro a piedi dentro l'accampamento, mi sono calmato, sono salito a vedere la stanza.
e che ti pensavi, il laghetto con le paperelle (che chissà dove vanno d'inverno...)?
-bongo





